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Thanks to Google. Le bandierine, inglese e italiana, della sidebar sono le migliori che ho recuperato dalla cache del mio browser, e provengono da questa pagina di Google. Ovviamente non rappresentano l’unica ragione per visitare il sito di Google …



Route 66

[Route 66]

La storica Route 66, da tempo abbandonata a favore delle moderne autostrade, va da Chicago (Illinois) a St Louis (Missouri), a Tulsa, Edmond, Oklahoma City (Oklahoma), ad Amarillo (Texas), ad Albuquerque (New Mexico), a Flagstaff (Arizona), fino a Los Angeles (California).

La Route 66 fu aperta nel 1926, mettendo insieme molte parti di strade esistenti. Appena 800 miglia delle 2.500 totali erano pavimentate all’epoca, e solo nel 1937 la pavimentazione fu completata su tutto il percorso.

Route 66, la Strada Madre, diede speranza agli agricoltori della Dust Bowl diretti in California per rifarsi una vita, ed agli americani del secondo dopoguerra che si spostavano verso ovest. Route 66 simboleggia la strada della speranza, delle nuove opportunità, della libertà e dell’avventura.

Le carte stradali moderne non riportano la Route 66, ma ci sono tuttora molti tratti della vecchia strada disponibili per i viaggiatori avventurosi. Per un viaggio virtuale, o per programmarne uno reale, potete visitare The Road Wanderer e Historic Route 66.



La leggenda della Coperta Indiana

Un vecchio tessitore Indiano realizzava coperte tanto belle che gli altri Indiani erano disposti a viaggiare per molte miglia per poterne acquistare una. Quando il vecchio tessitore si rese conto che non gli restava molto da vivere, incominciò a preparare la coperta più bella per la propria sepoltura.

Alla sua morte, i familiari lo avvolsero in questa coperta, che rappresentava il suo dono per il Grande Spirito. Il Grande Spirito apprezzò molto la bellezza del dono, e gli dispiacque che potesse essere ammirato soltanto nei Felici Territori di Caccia.

Così, Egli decise di far partecipi del dono i mortali… e, la primavera seguente, una profusione di fiori spontanei con i colori e i disegni della coperta indiana apparve nella prateria, per propagarsi e fiorire per sempre.

Ho trovato questa leggenda nel sito del Dipartimento dei Trasporti dell’Oklahoma. Negli ultimi 15 anni, il Dipartimento ha piantato fiori spontanei per più di 2.000 acri, lungo le strade dell’Oklahoma.



La Coperta Indiana

[Indian Blanket]

La Coperta Indiana (Indian Blanket, Gaillardia Pulchella), chiamata anche Ruota di Fuoco (Firewheel), è il fiore spontaneo simbolo dell’Oklahoma.

La Coperta Indiana è una pianta annuale originaria delle zone centrali degli Stati Uniti, comune ai lati delle strade e nelle praterie. I suoi fiori rosso acceso con le punte gialle sbocciano in giugno e luglio, ma si possono vedere a partire dalla tarda primavera fino ad autunno inoltrato.

Spesso coltivata come pianta ornamentale, la Coperta Indiana richiede poche attenzioni per prosperare. Se siete interessati, potete trovare consigli per la sua coltivazione e perfino comprarne i semi visitando Wildseed Farms (nel Texas).



WordPress 1.5.2

[WordPress logo]

Come raccomandato da WordPress, ho installato la versione 1.5.2, che elimina alcuni errori e vulnerabilità. Con l’occasione ho riordinato qualcosa nel sito, ma non credo che si noti esternamente. A presto.



Menu orizzontale in WordPress

[Aggiornamento - 23/5/2007: Se vi interessa aggiungere un menu orizzontale al vostro sito WordPress, ora potete anche scaricare ed usare il plugin WordPress Menubar!]

In questo articolo proverò a spiegare come aggiungere un menu orizzontale ad una installazione WordPress con tema Kubrick, usando solo HTML e CSS; (read more …)



The Dust Bowl

[The Grapes of Wrath]

La regione delle praterie meridionali, comprendente parte dell’Oklahoma, del Kansas e del Texas, era coperta in origine da vegetazione erbosa che tratteneva il terreno contro l’erosione dei venti.

I coloni dissodarono milioni di acri di pascoli e così, quando giunse la siccità negli anni 1930, non c’era nulla che potesse proteggere il terreno contro i forti venti della prateria. Tempeste di polvere spazzavano via il terreno arato, oscurando il sole per giorni e coprendo tutto di terra polverosa. Le Grandi Pianure si trasformarono in un deserto, che venne chiamato la Conca della Polvere (the Dust Bowl).

Il fenomeno durò per una decina di anni, e contribuì ad allungare la durata della Grande Crisi degli anni 1930. I coloni furono costretti a emigrare in massa verso altre regioni, per trovare lavoro e sopravvivere.

La storia dell’esodo della famiglia Joad dall’Oklahoma verso la California è narrata nel famoso romanzo di John Steinbeck “The Grapes of Wrath” (titolo italiano “Furore”). Dal romanzo fu tratto l’omonimo film, diretto da John Ford, con protagonista Henry Fonda (1940). Nell’immagine la copertina del DVD (20th Century Fox, 2004).

Per ulteriori informazioni sulla Dust Bowl, potete visitare il sito della Biblioteca del Congresso America’s Story from America’s Library.



3 agosto 2005

[Aereo al decollo]

Oggi è il gran giorno, siamo arrivati al momento della partenza. Stefano è già in volo verso l’Oklahoma, e noi stiamo seguendo il suo viaggio con l’aiuto di Internet e di un SMS dal suo telefonino (peccato che i telefonini non si possano usare sugli aerei). Ora dovrebbe essere arrivato a Boston Logan …

Aggiornamento: come prevedibile, il telefonino GSM che Stefano ha portato con sè non funziona negli USA, e per qualche motivo non si riesce a fare chiamate internazionali dai telefoni pubblici degli aeroporti. Così non ci resta che sperare per il meglio, chiameremo lui e la sua famiglia ospitante domani a casa.

Ultimo aggiornamento: abbiamo appena fatto quella telefonata, tutto va bene, la differenza di orario tra Oklahoma e Italia è di sette ore, e questo vuol dire che loro pranzano mentre noi ceniamo … può essere il momento adatto per scambiarci telefonate, lo teniamo presente.

E così, questo è tutto per oggi. Buona notte, e non perdete i nostri prossimi aggiornamenti!